Via Minervia/Via Campanella: da strada-monumento a monumento al vandalismo. Dieci quesiti aperti

Mancavo da Punta della Campanella dal 24 dicembre 2019, e ci son tornato ieri, 2 marzo 2020. Nei poco meno di 3 km che corrono tra il bivio di Mitigliano e la cd. Torre di Minerva ho potuto documentare, in un alternarsi di gravità, le seguenti problematiche:

  1. Nello slargo di Via Campanella in cui fu apposta l’iscrizione che ricorda le dieci vittime della frana del 1973 è stata installata una recinzione a delimitare la zona in cui, in un giorno imprecisato di fine 2019, cadevano massi provenienti dal versante del Monte San Costanzo interessato, ancora oggi, da interventi silvocolturali. L’evento franoso, che per quanto ne so non ha lasciato traccia nelle uscite quotidiane della stampa locale (tradizionale e on-line), fu segnalato dallo scrivente al comando del VV.UU. di Massa Lubrense in data 27 dicembre 2019 (dopo alcuni tentativi di registrare testimonianze orali sull’accaduto) in ragione del rischio di ulteriore caduta massi sulla stessa Via Campanella. Di lì a qualche giorno – di certo entro il 31 dicembre – fu installata la recinzione summenzionata. Ad oggi sul posto tutto sembra essere invariato, compresi i massi in bilico nel letto della frana o tra l’inforcatura dei rami. Domanda: esiste un rapporto di causa-effetto tra interventi di esbosco e caduta massi?

 

2. Una ulteriore caduta massi su Via Campanella, già rilevata il 24/12/’19, rischia di interessare il tratto stradale compreso fra i resti di un’antica conduttura idrica e lo slargo in cui, negli ultimi anni, un ambulante ha scelto di porre in vendita, nella stagione turistica, i suoi generi alimentari. Anche in questo luogo massi, terreno vegetale e ceppaie occupano una giacitura a dir poco precaria e, a differenza del sito precedente, non sono stati posti in evidenza agli occhi dei passanti o messi in sicurezza. Nella scarpata a valle del muretto che fronteggia il luogo in questione si scorgono massi con segni di abrasione da scivolamento, qui riversati – con ogni probabilità – subito dopo il loro impatto con la sede stradale. Domanda: è giusto il caso di attendere ulteriori episodi di dissesto idrogeologico per intervenire nella messa in sicurezza della zona a monte e a valle della strada pubblica?

3. Al varco di Cancello una quercia che svetta sull’antico passaggio tra le rocce è stata investita dalle fiamme levatesi, di recente, dal fondo sottostante. Il caso ha voluto che le fiamme, sospinte dal vento, non passassero dai rami dell’albero all’adiacente, fitta vegetazione. Domanda: i conduttori del fondo da cui si è sprigionato il fuoco sono al corrente delle norme che disciplinano l’abbruciamento di sfalci, ramaglie e altri prodotti da “normale pratica agricola” e del pericolo che può derivare dalla disinvolta gestione di un rogo di questo tipo?

4. Poco dopo il passaggio tra le rocce di Cancello (Canciello) si nota un crollo che ha interessato la sommità del muro portante dell’antica sede stradale (rif. alla Via Minervia); il muretto in cemento e pietre locali che delimita la carreggiata appare al momento sospeso come un piccolo arco fra le parti superstiti del selciato (rifatto nel 2007).

5. Lungo il tratto in falsopiano che da Namonte conduce verso Fossa Papa il terriccio sparso sulla sede stradale invita a riflettere sul progressivo deterioramento dei muri di contenimento dei terrazzi agricoli. Domanda: conviene aspettare che il diffuso spanciamento dei caratteristici muri a secco giunga a collasso, obliterando con terreno, pietre e detriti un tratto non aggirabile di Via Campanella?

6. A monte della Torre di Fossa Papa proseguono lavori di sbancamento dei naturali affioramenti rocciosi e di movimento terra che, a giudicare dall’assenza di obbligatorio cartello di cantiere, si potrebbero configurare come opere prive di autorizzazione. Domanda: è possibile svolgere lavori di questo tipo in zona territoriale 13 (“Riserve naturali integrali”) del Piano Urbanistico Territoriale dell’Area sorrentino-amalfitana (L. reg. 35/1987), corrispondente alla zona L del Piano Regolatore Generale di Massa Lubrense (1992), e in zona speciale di conservazione della Rete ecologica Natura 2000?

7. Ai piedi dell’antico paramento contraffortato che regge la Via Minervia/Via Campanella si nota il distacco di un importante blocco di muratura in opera incerta, che giace tra gli olivi. Domanda: a quando un corretto intervento di contenimento del fisiologico ammaloramento dell’importante opera muraria?

 

8. Lungo il tratto di Via Campanella sovrastante l’insenatura di Fossa Papa un grande esemplare di Euforbia arborea, con ogni probabilità frustrato dal vento, ha poggiato il suo lussureggiante cuscinetto sul selciato. Domanda: quale anima pia vorrebbe aiutare lo scrivente a rialzare l’arbusto, puntellandolo dove insiste il suo forte apparato radicale e scongiurando così la perdita di un elemento comune ma pur sempre caratteristico della macchia mediterranea?

9. I tratti superstiti del lastricato rimesso in luce con i lavori pubblici del 2015-16 presentano evidenti perdite di elementi lapidei e lacune tra le pietre angolari; il dilavamento delle acque meteoriche non regimentato di certo non ha contribuito alla stabilità delle lastre superstiti, già sconnesse dal passaggio di mezzi a motore non autorizzati. Domanda: è questo il buon esito dello «abbattimento delle barriere architettoniche» cui tendeva il progetto approvato dal Comune di Massa Lubrense con D.G.C. del 14 gennaio 2014*?

10. La vegetazione di tutta l’area archeologica di Punta della Campanella presenta chiari segni di recente passaggio del fuoco. Le piante più colpite dall’incendio – al momento si ignora il giorno in cui esso è avvenuto – sono le seguenti: Lentisco, Barba di Giove, Alimo, Finocchio marino, Fiordaliso delle scogliere, Agave, Fico d’India.

Chi scrive ritiene molto probabile che il fuoco sia sfuggito da una delle braci realizzate sul primo terrazzo dell’area archeologica, ai piedi della Torre (il barbecue diffuso della Campanella si pone in ideale continuità con quello recentemente denunciato a Sorrento per il Capo S. Fortunata). Se così fosse, al danneggiamento delle strutture superstiti dell’edificio due volte millenario si è aggiunto quello alla vegetazione spontanea del Promontorio, che vanta entità rare e protette ai sensi della L. reg. 25 nov. 1994, n. 40. Domanda: chi desidera che il sito archeologico e la Zona speciale di conservazione (ZSC IT8030024) di Punta della Campanella si trasformino in zona di libero campeggio e bivacco?

Sorrento, 3 III 2020

Gaspare Adinolfi

 

* Sul senso e sull’esito dei lavori pubblici in Via Campanella realizzati nel 2015-16 pur scusandomi per l’autocitazione non posso non rinviare a:

  1. G. Adinolfi, “A tocchi a tocchi, la campana sona”. Il cantiere di Via Campanella riapre il dibattito sulla conservazione e la fruizione dei luoghi di pregio, in “La Terra delle sirene” (Rivista del Centro di studi e ricerche “B. Capasso”) n. 34, Sorrento 2015, pp. 81-100 (art. disponibile on line in .pdf).
  2. G. Adinolfi, ‘Punta della Campanella: Sito d’Interesse Comunitario o luogo di interessi particolari?’, in G. Adinolfi – F. Senatore, Promunturium Minervae (in margine a una nuova interpretazione di esskazsiúm in RIX ST CM 2 e ai recenti restauri di Via Campanella), in “Oebalus” 10 – 2015, Roma 2016, pp. 275-369 (art. disponibile on line in .pdf).
  3. G. Gugg, ‘La piramide delle sirene: polisemia paesaggistica della finis terrae sorrentina, tra monte San Costanzo e punta della Campanella’, in AA. VV., La Baia di Napoli. Strategie integrate per la conservazione e la fruizione del paesaggio culturale, Atti del Convegno internazionale (Napoli, Centro Congressi dell’Università di Napoli Federico II, 5-6 dicembre 2016) a cura di A. Aveta, B.G. Marino e R. Amore, Napoli 2017, vol. II, sez. II (‘Elementi del paesaggio culturale. Approcci interpretativi e metodiche di intervento’), pp. 245-250 (art. disponibile on line in .pdf).

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