Punta della Campanella come bene culturale

Eccoci al promontorio di Punta Campanella, coperto di olivi e macchia mediterranea, dove sorgeva il tempio delle Sirene, prima che sorgesse quello di Minerva: ci si apre davanti la baia di Ieranto, tutta mare ribollente e aspro calcare, con quel che di sacro e di terribile che ha sempre la natura intatta quando porta con sé la suggestione del mito. È un «bene culturale» che dovrebbe essere mantenuto intatto, trasformato in patrimonio pubblico, in parco costiero, accessibile solo a chi, dal mare o da terra, volesse godere solitudine e silenzio, riconquistando al tempo libero agio fisico ed emozione poetica: e invece sta per succedere il peggio.

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A. Cederna, Il suicidio della penisola sorrentina/2. Programma per la distruzione, “Corriere della Sera” 2 gennaio 1969 (ora in Antonio Cederna e la Penisola Sorrentina, Testi di G.-A. Marselli e A. De Angelis, fotografie di A. Fiorentino, Sorrento 1999, (pp. 41-43), p. 43.

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