Itinerari per Punta della Campanella

Punta Campanella o Promontorio Ateneo, come lo chiamavano gli antichi, ha ospitato nel corso dei secoli, per questioni culto o di controllo dell’accesso al golfo, templi e stazioni di commercio, opere di difesa e ville patrizie. Oggi quasi nulla rimane di ciò, ma il sito meriterebbe indagini meno avventurose e sporadiche di quelle effettuate finora.

Ai lati della torre costruita in età angioina, occupando forse l’area del mitico tempio di Atena, esistono due discese verso il mare: quella a destra è sicuramente di epoca più recente rispetto a quella di sinistra, ormai disagevole e quasi completamente rovinata. Quest’ultima è quanto resta di un antichissimo manufatto che consentiva l’accesso dal mare. A metà strada della stessa, sulla parete rocciosa, è scolpita un’epigrafe in lingua osca che ricorda i nomi dei “meddikes” che ne ordinarono la costruzione.

Questa scritta, individuata solo pochi anni fa e divulgata dal Professore Mario Russo in un recente studio pubblicato dall’Accademia dei Lincei, oltre che testimoniare la presenza di popolazioni italiche in una zona da sempre ritenuta occupata dai greci, è una chiara dimostrazione delle innumerevoli potenzialità che il sito archeologico ancora riserva.

Al termine di questa discesa, protetta da un faraglione di roccia, esiste una vasta cavità, conosciuta come la “grotta delle Sirene”, dove i riflessi del mare creano una suggestiva atmosfera. […]

Ma è tempo del ritorno: è necessaria circa un’ora per risalire a Termini percorrendo l’antica strada, ancora in parte pavimentata con il basolato romano. Solo più su, all’altezza della torre di Fossa di Papa, s’incontrano gli olivi con le mirabili opere di mura [sic] a secco che trattengono la terra vicino alle piante. Sulle pareti più assolate, sono presenti alcune colonie di Lithodora Rosmarinifolia, una pianta rara che cresce spontanea solo in Penisola Sorrentina e in Sicilia; è simile al rosmarino, ma non così aromatica. Proseguendo verso Termini, si supera l’insenatura di Mitigliano dove, la maggior profondità del terreno, genera una vegetazione diversa, come alcuni spettacolari esemplari del più mediterraneo degli alberi: il carrubo. La stradina passa accanto ad alcune case distrutte da una frana che causò anche delle vittime ricordate da una bella lapide.

Più su, risalendo fino alla piazza di Termini, non vi sono che orride costruzioni moderne, mentre quelle antiche con il caratteristico tetto a volta sono lasciate in rovina. È bene allora voltarsi un’ultima volta a guardare Capri, fra il mare e gli olivi, ascoltando il richiamo della sirena che, se non riesce a trattenerci, almeno ci chiede di tornare.


Itinerario Punta Campanella da Lento Pede


[V. Astarita], ‘Il mito, la storia: Punta Campanella’, in AA. VV., Lento pede. Escursioni in Penisola Sorrentina, Supplemento al periodico “Panda” n. 4, aprile 1994, pp. 9-14.

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