“La Punta della Campanella”

Insenatura estrema, incanto di Napoli azzurra!
Argentea di pallidi ulivi e fremente di mirti,
la fortezza a mezzo distrutta guarda al sorgere del sole
e sul campanile si dondola una sorda e vecchia campana.
Quale silenzio! Tra le nebbie si levano strani fantasmi,
il flutto urta appena contro la riva rocciosa…
D’improvviso una nave saracena, volando da Oriente,
quale fulmine si precipita, mena strage e appicca incendi.
Prima che sia giunta, già il campanaro l’ ha vista
E nel bronzo, con tutta la forza, batte a stormo,
la campana rintrona pel vasto azzurro golfo…
Guardano le fanciulle di Sorrento, da Bacoli, da Vervece,
nella rada sicura poche barche riescono a riparare… che dal mare le difenda San Gennaro!


F. Cassiano de Silva: Punta Campanella o Capo dell'Armi (calcografia del XVIII-XIX sec.)
F. Cassiano de Silva: Punta Campanella o Capo dell’Armi (calcografia del XVIII-XIX sec.)

Maria Konopnicka<1842-1910>, La Punta della Campanella, cit. in G. Guida, Passeggiate sorrentine (tra nostalgie e ricordi), Napoli 1979, pp. 201 s.

 

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