“A tocchi a tocchi, la campana sona” (7/8)

7. Ipse dixit

Se è vero che non si può pretendere da un qualsiasi professionista di corredare la relazione dei suoi elaborati con un serio apparato critico (note al testo), si può invece contestare al progettista del «restauro manufatti ed abbattimento barriere architettoniche» in Via Campanella di  aver attinto tacitamente a più fonti stampate. Tra le pubblicazioni consultate ma non menzionate da Maurizio Schiazzano ci piace segnalare almeno quella cui egli dovrà essere particolarmente grato: C. Pasinetti (a cura di), ‘La riserva naturale terrestre di Punta della Campanella’, in AA. VV., Natura mirabile. Progetti di restauro ambientale, Napoli 1999, pp. 87-131.


Passeggiata in Via Campanella (9 aprile 2014)
Passeggiata in Via Campanella (9 aprile 2014)

Diversamente, non siamo riusciti a rimontare all’origine dei seguenti periodi, approvati insieme al Progetto esecutivo dal Comune di Massa Lubrense con D.G.C. del 14 gen. 2014:

  1. «l’attuale numero di visitatori del promontorio di Punta Campanella che ammonta già a diverse migliaia l’anno avrà un incremento considerevole stimabile nella triplicazione del dato attuale – grassetto del progettista, che si esprime in qualità di operatore turistico e guida escursionistica – in quanto le attuali condizioni del percorso non consentono l’accesso alla gran parte dei visitatori e degli escursionisti interessati»[1]; frase che vorremmo appaiare all’immagine recentissima di persone non più giovani, che risalgono dalla Campanella dopo la stagionale raccolta di piante alimurgiche o dopo l’abituale passeggiata pomeridiana.
  2. «Lo stato di degrado nel percorso in esame limita altresì l’accesso ad altri sentieri importantissimi della rete comunale (…), in particolare al Sentiero degli Dei – nota bene: 18 km in linea d’aria separano Bomerano, frazione di Agerola, da Termini, fraz. di Massa Lubrense! – e di collegamento alla Baia di Ieranto di proprietà del FAI»[2]: collegamento che mai è esistito a mezza costa, tanto per le capre quanto per i raccoglitori di capperi. Al compendio rurale del Fondo per l’Ambiente Italiano converrà tuttavia guardare per apprezzare l’esito di un autentico restauro conservativo del complesso architettonico e ambientale[3].

Sorrento, 8 novembre 2015

Gaspare Adinolfi


[1] M. Schiazzano, Relazione generale, p. 13.

[2] Ibidem.

[3] Cfr. in part. C. Pasinetti, Nella Baia di Ieranto. Il restauro ambientale e architettonico nel compendio FAI, in “Genius Loci” (Annuario del Centro Studi e Ricerche F. M. Crawford) n. [4], Sant’Agnello 2002, pp. 38-43.

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