A rive di ghiaccio

affiorano lenti

brividi di sguardi

che il silenzio sospinge:

tu, come pietra,

Caronte, ti sbalzi

nell’ombra.

Eterno il tuo gesto

ripete

la rotta fatale,

bevendo l’eco della pena!

Hai il cuore

come il fumo

che dipana per l’universo

la sua vanità!


Immagine1


B. Iezzi, ‘Caronte’, in Idem, Gli echi dell’osso, Massa Lubrense, Tipografia “La Massese”, s.d.

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