Inutili dichiarazioni

Avendo preso visione autoptica dello stato dei luoghi nel cantiere di «Restauro manufatti ed abbattimento barriere architettoniche: Via Campanella» con visita autorizzata, benché informale, di cui si dava conto al Sindaco di Massa Lubrense geom. L. Balducelli, al Responsabile  degli Uffici “Lavori pubblici” e “Tutela paesaggistica ambientale” del medesimo Comune arch. S. Zarrella e al Direttore dei lavori in questione arch. M. Schiazzano con documento miscellaneo (n. 23830 del 30 ottobre 2015 per l’Ufficio protocollo), il sottoscritto rilasciava al rappresentante locale dell’Associazione del Panda, non a qualsivoglia giornale on-line (leggi il comunicato WWF qui), la seguente dichiarazione:

«Il paesaggio vegetale di Punta della Campanella si inserisce evidentemente in un contesto ambientale di pregio, a partire dalla natura geo-morfologica dell’estrema propaggine della penisola di Sorrento: l’intero promontorio è un blocco monoclinale di calcari fossiliferi a Rudiste del Mesozoico che si estende per 390 ettari tra la baia di Iéranto e la cala di Mitigliano. Per la parte terrestre di questo territorio sono stati individuati 7 tipi di habitat e 34 specie faunistiche di interesse comunitario che hanno portato, nell’àmbito della rete “Natura 2000”, alla designazione della Zona di Protezione Speciale denominata “Punta Campanella”.


Lavori in Via Campanella
Massa Lubrense. Lavori in Via Campanella

Nell’area attualmente interessata dai lavori di «restauro manufatti ed abbattimento barriere architettoniche: Via Campanella», sono a rischio alcune stazioni botaniche di Lithodora rosmarinifolia (Ten.) IM Johnston e Ophrys sphegodes Mill. subsp. sphegodes, rispettivamente un arbusto rupicolo e una orchidea spontanea, entrambe tutelate dalla L. R. n. 40/1994. La distribuzione puntiforme di tali entità, che rientrano nella fascia vegetazionale dell’Orizzonte mediterraneo, dovrebbe far riflettere sulle azioni di disturbo, volontarie ed involontarie, che si presentano quando la mano dell’uomo interviene sui delicati equilibri instauratisi, nel corso dei secoli o addirittura dei millenni, tra le biocenosi e le realizzazioni antropiche. In questo senso, andrebbe tenuto in debito conto l’habitat dei terrazzi agricoli, dove tra gli interstizi delle pietre impilate ‘a secco’ si ammirano, nell’insieme della flora ruderale, le bizzarre infiorescenze delle Orchidee primaverili (Ophrys sp. pl. ed Anacamptis pyramidalis (L.) Rich). Alle emergenze floristiche di tale ecosistema si affiancano innumerevoli animali, tra cui alcuni rettili ritenuti di interesse comunitario dalla Direttiva “Habitat” 92/43/CEE, qual è il naturale derattizzatore Elaphe quatuorlineata, ed ecologicamente importanti  per la ZPS (IT8030024), quali Coluber viridiflavus e Podarcis sicula, rispettivamente un serpente innocuo e pavido, e una più socievole lucertola.

Per la progressione dei lavori ritengo finalmente a rischio le seguenti entità, non rare in Italia ma inedite per il repertorio scientifico della flora locale: Mesembryanthemum nodiflorum L. e Atriplex halimus L., l’una abbarbicata l’altra ai piedi della Torre di Minerva, prossimamente interessata da interventi di «restauro e rifunzionalizzazione» mentre si continua a qualificarla come ‘angioina’ nella confusione invalsa tra l’epoca della fondazione – ordinata da re Roberto – e quella della ricostruzione – si era sotto il Viceregno spagnolo».

Sorrento, 1 novembre ’15

Gaspare Adinolfi


esito del comunicato
esito del comunicato stampa del WWF (“Il Mattino” 1 nov. 2015)

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