Via Minervia: una strada da salvare?

«Un’altra piaga per quanto concerne il problema della viabilità nel nostro comune è la strada per la Punta della Campanella. […]

La via della Campanella non ha bisogno di essere descritta. Sarebbe una lunga e monotona, forse anche inutile, passeggiata tra una montagna arida e sassosa a sinistra e una distesa anonima di mare a destra. Ma l’esistenza in questo mare di una certa isola che si chiama Capri, il mitico richiamo delle Sirene e la memoria di Ulisse, la poesia dell’atmosfera omerica e le torri di avvistamento antisaracene dovrebbero attirare masse di turisti, di cultori delle classiche leggende, di archeologi e di tutti gli amanti puri del bello.

Qualche anno addietro, fino a un certo punto sono stati eseguiti lavori di allargamento e di sistemazione del fondo, onde permettere ai piccoli mezzi agricoli di andare quanto più lontano possibile. Ma tutti conosciamo le vicende, non certo felici di altre situazioni che, […], hanno insabbiato la continuazione dei lavori e la strada della Campanella è rimasta un autentico aborto. Non chiediamo che si ridia lustro e decoro all’antica pavimentazione romana. Sarebbe assurdo pretenderlo in tempi brevi. Ma di salvare il salvabile e proteggere quei pochi tratti che ancora ne evidenziano le caratteristiche».


cartografia IGM
cartografia IGM (dal Geoportale Nazionale)

L. Sigismondi, La Via Minervia: una strada da salvare, in “La Trocola. Su cose di casa nostra”, a. III, n. 11-12, 30 dic. 1976, p. 1.

Seguono Due precisazioni su Punta Campanella a firma di Benito Iezzi, sul medesimo periodico di Massa Lubrense:

«[…] vogliamo aggiungere due considerazioni, involontariamente sfuggite al nostro collaboratore. 1) Il lavoro primario da eseguire sulla Via Minervia è la rimozione dei brandelli superstiti del tappetino bituminoso, che, all’altezza di Fossa Papa, ancora copre il lastricato antico. È un’operazione pietosa ed insieme utile, che renderebbe un grossissimo servigio alla decorosa tutela dei monumenti cittadini ed a quegli escursionisti che ritengono impagabile l’emozione di una passeggiata a piedi, e senza rischi, alla Campanella. Stoltissimo chi ingiunse di coprire i blocchi con bitume, che lungi dal risanare il piano stradale l’hanno definitivamente dissestato. La Via Minervia può ben sopravvivere altri 20 o 40 secoli; ma ad una condizione: che non sia manomessa da alcuno della nostra, della precedente e della posteriore generazione».

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